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Sono tra le protagoniste della bella stagione, che puntualmente rovinano: come contrastarle? Ecco come difendersi zanzare in casa e in giardino / terrazzo

Ben ritrovate Gatte Vicentine! Il bel tempo finalmente è arrivato ed il richiamo alla vita all’aria aperta diventa sempre più forte dopo il lungo periodo invernale che sembrava non finire più! Ma, ahimè, con il caldo arrivano anche loro, le guastafeste dei giardini (e non solo): le zanzare!!!

Sembrano essere state create proprio per minare la nostra serenità, soprattutto negli ultimi anni, perché alle zanzare comuni (Culex pipiens) si sono aggiunte le famose zanzare tigre (Aedes albopictus), molto più aggressive, attive a tutte le ore a differenze delle comuni che si attivano solo dopo il calar del sole e quindi più gestibili. Aggiungete il fatto che la tigre depone uova che riescono a passare l’inverno ed il gioco è fatto!

zanzare comuni zanzare tigre Ma come fare a difendersi dalle zanzare? Ecco alcuni consigli! PREVENZIONE ristagni d’acqua ridurre lo spessore delle siepi TRATTAMENTI prodotti a basso impatto ambientale non tossici per bambini e animali atomizzatore professionale La durata del trattamento varia da 15 a 20 gg affidatevi solo a professionisti muniti di regolare patentino IMPIANTI ANTIZANZARE proteggendo H24 giardini e spazi esterni ZANZARIERE barriere meccaniche difenderci anche da altri tipi di insetti – PULIZIA DELLA ZANZARIERA non appena si impregnano di polvere risultano poco gradevoli e limitano il passaggio d’aria strofinaccio umido

Spero di avervi dato qualche spunto interessante su come difendersi dalle zanzare, che con il mio lavoro “combatto” ormai da tempo e utilizzo i metodi che vi ho suggerito, come risultato di anni di prove ed esperimenti fatti sul campo cercando di eliminare questi insetti sgradevoli, ma senza mai dimenticare che dobbiamo cercare di utilizzare prodotti a basso impatto ambientale e proteggere gli insetti utili dall’esposizione a questi insetticidi. E buona “bella stagione” a tutte (e tutti)… senza punture!

proteggere gli insetti utili

Gianluca Piva il marito in affitto di Vicenza www.newtechservizi.com

Gianluca Piva
Gianluca Piva - Il Marito in Affitto

42 anni, sposato da 15 anni, 3 gemelline da 8 anni. Diplomato all’Istituto Rossi ho cominciato a lavorare come progettista meccanico, negli anni successivi mi sono formato come tecnico commerciale e consulente aziendale. Da 8 anni fa parte del progetto del Marito in Affitto tra lavori, servizi e consulenze per gestire e risolvere tutti i lavori che riguardano il “pianeta casa”. Con l’aiuto di uno staff di artigiani e professionisti, si rivolge a single, famiglie e anziani ma anche alle aziende con servizi dedicati per gli uffici, i condomini, le agenzie immobiliari, i comuni e le scuole. “” Email: ilmaritoinaffitto@newtechservizi.com

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Psicologo Psicoterapeuta
/ Scuola ed età dello Sviluppo / Strumenti educativi: punizioni o conseguenze?
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Postato il 22 gennaio 2017 da G. Crivellaro | Psicologo Psicoterapeuta | Psicoterapia Breve Strategica Firenze e Parma

Tra gli strumenti a disposizione degli educatori, far sì che un comportamento indesiderato sia seguito da un evento spiacevole ha sicuramente un posto importante. “Se non prendi un buon voto ti togliamo il cellulare!” , nella speranza che il figlio si impegni nello studio.

Le punizioni costituivano la colonna portante delle famiglie autoritarie, ma hanno perso progressivamente importanza nell’attuale spostamento verso modelli sempre più democratici e permissivi. L’idea che la libertà di scelta e di espressione dei propri piccoli possa essere limitata o frustrata sembra spaventare molto i neo-genitori, preccupati di provocare pericolosi “traumi” o “blocchi” nei figli. Tale “democratica comprensione” in famiglia, però, non sembra creare meno problemi della rude “durezza” dei genitori di una volta: se da un lato, in quest’ultima la comunicazione con la nuova generazione rischiava di risultare carente, scavando fossati di incomprensione e silenzio, la prima rischia di generare persone imbevute dell’onnipotenza dei propri diritti, fatalmente a mal partito a confronto con la realtà esterna, dura e noncurante dei loro bisogni.

La via di mezzo? Un’educazione che abbandona il concetto di punizione a favore di quello di “conseguenza”; che insegna la consapevolezza per l’esito di ogni azione, positiva o negativa che sia. Ma quali sono le differenze fra conseguenze e punizioni?

Negli anni di praticantato e “gavetta”, io stesso ho assistito e a volte promosso punizioni che, devo dire, raramente hanno portato al risultato sperato. La sequenza che porta alla punizione è questa: l’educando (bambino, adolescente o adulto che sia) mette in atto il comportamento indesiderato; non rispetta le regole o gli operatori, rompe oggetti, si comporta in modo aggressivo verso gli altri. L’operatore, educatore o psicologo della struttura cerca di fermare il comportamento, spesso parlandone, confrontandosi o cercando di calmare l’altro. Quando tutto ciò fallisce, perde la pazienza, si arrabbia a sua volta, e sfruttando la posizione di potere che occupa, minaccia ed infine somministra la punizione.

Tale sequenza si verifica in molte famiglie, soprattutto quando i figli sono piccoli, ma comporta alcuni problemi:

Dalle punizioni alle conseguenze:

educazione alla vita autonoma

La conseguenza, al contrario, include l’idea che tutti noi dobbiamo sostenere sulle spalle i risultati delle nostre azioni (Nardone et al., 2012). Purtroppo vediamo sempre più casi in cui questo semplice principio educativo non viene rispettato dalle famiglie, impegnate fin troppo spesso a proteggere i pargoli prediletti da frustrazioni, critiche e conflitti. Esso è invece la base della convivenza matura in società, a scuola, con i compagni ed in seguito con i colleghi di lavoro.

Più spesso, invece, le figure educative impongono punizioni scollegate al problema, come togliere la paghetta oppure mandare “in punizione” il ragazzo la sera, spedendolo in camera sua ‘a riflettere’. La stessaconfisca del cellulare per diversi giorni rientra in un approccio punitivo.

In conclusione…

Ho cercato di dare qualche esempio, spero utile ed utilizzabile, di uno strumento e di un principio educativo. Tuttavia penso che non esistano regole universali! Quindi il mio invito è: sperimentate, provate, inventate! il modo di educare che più funziona per i vostri figli e per voi…

Ricordo la frase di John Wilmot:

DOTT. GIACOMO CRIVELLARO, PSICOLOGO PSICOTERAPEUTA
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Bibliografia

Nardone, G. l’equipe del Centro di Terapia Strategica (2012).Firenze: Ponte alle Grazie.

O’ Hanlon, P. H., O’ Hanlon, W. H. (1991).Now York: Norton.

La punizione è somministrata con rabbia, ed è un tentativo di correggere la persona a cui è diretta. (O’ Hanlon O’ Hanlon, 1991)

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La Passione di Ale Rubriche
Di Alessandro Raucci

Mi sono innamorato di questo straordinario sport quando dagli spalti del San Paolo ho visto giocare un uomo bassino, grassoccio e con tanti capelli ricci che seminava il panico nelle aree avversarie, che deliziava il pubblico con dei colpi mai visti, che trasformava ogni tocco del pallone in una pennellata straordinaria. Quest’uomo si chiamava e si chiama Diego Armando Maradona. Era bello quel periodo, quando si andava allo stadio con la sciarpa al collo, quando si pensava a tifare la propria squadra, quando lo stadio era sempre pieno, quando tutto sembrava più semplice e più vero.

Sono passati tanti anni e tutto sembra incredibilmente cambiato, incredibilmente diverso. Qualche settimana fa i “non colorati” (Campioni d’Italia per 7 anni consecutivi) sono stati eliminati per l’ennesima volta dalla Champions League. Questa volta l’eliminazione ha fatto più male delle altre, visto che è arrivata praticamente a tempo scaduto con un rigore diciamo non così solare (anche se per me il fallo c’era) e soprattutto dopo aver segnato ben tre gol al Bernabeu, rimontando la débâcle dell’andata. Fin qui tutto normale (Cit.) Conclusa la partita abbiamo assistito a delle scene pietose. Siamo partiti da Giorgio Chiellini che, attraverso un simpatico “gesto dei soldi”, accusava i giocatori del Real Madrid di aver pagato l’arbitro, dando quindi a quest’ultimo del “venduto”, passando poi per i dirigenti della Juventus che lamentavano l’assenza della VAR in Europa (dopo aver aspramente criticato l’introduzione della stessa nel massimo campionato italiano di cacio ), fino ad arrivare al capitano della Nazionale che parlava di cuore, spazzatura, patatine ecc. ecc. e al tecnico dei Campioni d’Italia, Allegri, che giustificava Buffon dicendo che lui, da capitano, poteva dire tutto ciò che pensava, vista la sua incredibile carriera e l’intero Paese lo doveva capire, comprendere e giustificare.

Va bene, sarà stata l’adrenalina a farli ragionare in questo modo, mi dicevo. Andranno a casa e dopo una doccia fredda ed una dormita si renderanno conto che forse hanno esagerato, si renderanno conto che non è questo lo “Stile Juve” che tanto millantano. Va bene ma domani ci penseranno i media a farli “ragionare”, ad abbassare i toni, a scrivere che forse le dichiarazioni oltre ad essere forti sono state anche un tantino esagerate. Tutto questo non è accaduto, anzi. Sono stati giustificati da tutti, compresi da tutti, anche da chi non capisce nulla di calcio. Avevano ragione loro, punto e basta. La Juventus era stata maltrattata in Europa e tutti gridavano allo scandalo. Il calcio italiano era stato derubato, tutto il sistema calcio doveva essere difeso…. lo stesso sistema calcio che non ci ha permesso di partecipare ai prossimi Campionati del Mondo, lo stesso sistema calcio che 12 anni fa si è trovato a gestire una piccola bomba chiamata “Calciopoli”, forse mai disinnescata del tutto.

Sembrano passati decenni da quella serata ed invece non è così, vogliono solo farcela dimenticare. Tutto sembra cambiato adesso, tutto sembra diverso. Allegri ora lancia appelli parlando di “equilibrio” e di “cammino di civilizzazione”, visto che loro, gli addetti ai lavori, sono “responsabili” di milioni di bambini, criticando De Laurentis che lamentava giusto qualche torto arbitrale(usando toni abbastanza pacati) dopo che egli stesso aveva giustificato il suo capitano per quelle oscenità dette in mondovisione. Chiellini, che si è sentito offeso dopo la battutina di Insigne (tra l’altro suo compagno di Nazionale) parla di sportività, parla di scuse, parla di rispetto, dopo aver letteralmente dato del ladro a qualche giocatore del Real Madrid mettendo in discussione tutto il sistema. La domanda a questo punto sorge spontanea, come direbbe il grande Antonio Lubrano: Perché permettono tutto questo?

E’ questa la cosa più triste di tutta la vicenda, il fatto di essere davanti ad un’arroganza mai vista, l’arroganza di chi sa che può permettersi tutto, l’arroganza di chi è consapevole che nessuna televisione e nessun giornale gli metterà mai i bastoni tra le ruote, l’arroganza di chi sa che oltre ad essere forte è anche e soprattutto potente! Noi parliamo di mercato, di allenatori, di cicli, di tattiche, ma i campionati vanno vinti non in albergo, non in campo, ma in federazione. Certo questo non può e non deve essere un alibi, ma davanti a tutto quello che è accaduto come si fa a parlare di sport? Magari sbaglio io, magari tutto questo c’è sempre stato, anche quando giocava quell’ uomo bassino, grassoccio e con tanti capelli ricci ma sinceramente a me quel calcio piaceva, appassionava, divertiva, entusiasmava. Quello di adesso invece…. non saprei come dire, non saprei quale aggettivo usare, non saprei come far capire meglio il mio pensiero….Quello di adesso invece sembra marcio! “Sembra” perché in fondo in fondo, la speranza è sempre l’ultima a morire.

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